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La fertirrigazione risulta essere in notevole sviluppo nell’ultimo decennio in quanto si rivela essere una strategia vincente per la gestione e l’incremento della fertilità dei terreni nel quale vengono coltivati i nostri prodotti agricoli. Solitamente la fertirrigazione viene effettuata con concimi chimici ma in sinergia con altre tecniche e con i giusti prodotti, è utilizzata anche in agricoltura biologica.

Fertirrigazione: tecnica innovativa e sinergica

La fertirrigazione è una tecnica innovativa che consente la distribuzione di fertilizzanti durante il processo di irrigazione. Solitamente per una maggiore efficienza del sistema, questa viene utilizzata con microirrigazione o irrigazione a goccia, irrigazione localizzata e sub irrigazione.

Per un uso razionale del nostro impianto è importante conoscere i seguenti aspetti:

  • fertilità del terreno e sue caratteristiche chimiche;
  • esigenze nutrizionali della coltura;
  • fabbisogno idrico.

Una volta analizzati questi caratteri, è bene prestare attenzione alla struttura dell’impianto affinché non ci siano malfunzionamenti e in questo articolo scopriamo quali sono le principali componenti dell’impianto à Fertirrigazione, un vantaggio per l’irrigazione a goccia

Quali i principali vantaggi della fertirrigazione?

  • minor impiego di manodopera per la distribuzione di fertilizzante;
  • minor calpestamento del terreno;
  • minor frazionamento della concimazione e assenza di dispersione di polveri nell’aria;
  • più uniforme applicazione dei fertilizzanti e assenza di perdite di nutrienti;
  • possibilità di effettuare concimazioni in ogni momento,
  • minor impatto ambientale.

Troviamo nella possibilità di applicazione alle sole colture irrigue e nella necessità di impianto tecnologicamente più avanzato gli unici “svantaggi” di questa tecnica. Diversi metodi di iniezione dei fertilizzanti sono disponibili sul mercato: grazie alla dissoluzione di essi, e all’iniezione secondo le dosi richieste nel punto in cui vengono maggiormente richiesti (radici), è dimostrato come in molte colture anche diverse tra loro quali pomodori, cipolle o anche mais la fertirrigazione abbia aumentato qualità e quantità delle rese rispetto ad una concimazione tradizionale (fino anche ad un 30-40%).

Bisogna in ogni caso prestare attenzione ad un possibile inquinamento derivante da un’errata gestione dell’irrigazione e della fertirrigazione associata che può risultare in contaminazione delle falde.  Nel codice di buona pratica agricola (CBPA) ci viene suggerito di effettuare la concimazione poco prima rispetto al fabbisogno effettivo con sistemi che assicurano un’elevata efficienza distributiva dell’acqua.

Inoltre con la fertirrigazione, essendo una tecnica in continuo sviluppo e grazie alla volontà di sperimentare e migliorare le tecniche colturali e l’integrazione delle produzioni con il rispetto per l’ambiente si procede spediti verso gli obiettivi UE di riduzione del 50% dell’uso di fitofarmaci e del 20% dei fertilizzanti entro il 2030.

Il suolo, una risorsa essenziale dell’agricoltura biologica

Il suolo viene considerato dall’agricoltura biologica una risorsa rinnovabile e fertile perciò questo deve essere conservato e migliorato a vantaggio delle generazioni future, seguendo determinati criteri quali avvicendamenti colturali, coperture vegetali o anche utilizzo di materiale organico di aziende biologiche presenti nel territorio circostante.

La fertirrigazione, quale tecnica di gestione del nutrimento delle piante pone la propria attenzione sulle necessità delle colture ma tutto dipende dal terreno. Questa tecnica infatti viene utilizzata prevalentemente in suoli sabbiosi e poveri di sostanza organica. La tecnica tradizionale che implica concimi solubili di sintesi non può essere introdotta nei sistemi biologici visto il divieto di utilizzo ma questi possono essere sostituiti da fertilizzanti organici come ad esempio borlande, sangue fluido o idrolizzati proteici che rilasciano azoto e altri elementi nutritivi nel breve periodo.

Agricoltura biologica e fertirrigazione: come ottenere il massimo risultato

L’agricoltura biologica viene riconosciuta come metodo agricolo che sfrutta la naturale fertilità del terreno limitando gli interventi esterni promuovendo biodiversità, equilibri ecologici ed uso adeguato di energia e risorse naturali.

A chi si lancia in agricoltura biologica viene richiesto di conservare gli equilibri ecologici locali e di migliorare la fertilità del suolo e di garantire la conservazione delle acque. Questi due obiettivi, sono realizzabili anche grazie all’utilizzo della fertirrigazione organica come tecnologia nutritiva.

L’irrigazione localizzata, dal canto suo, garantisce un risparmio energetico e di risorse, soprattutto di acqua, fino ad un 70% e ci aiuta, assieme alla fertirrigazione, ad aumentare la fertilità del suolo dove la nostra coltura viene collocata.

Gli elementi nutritivi nel di irrigazione localizzata sono in forma liquida e non in granuli come in origine ma i principi della concimazione rimangono gli stessi, con alcuni accorgimenti aggiuntivi. La fertirrigazione va effettuata a terriccio umido e mai asciutto, per evitare ustioni alle radici inoltre si consiglia di bagnare il giorno prima la pianta con sola acqua e poi con il concime diluito il giorno dopo. I concimi, da elargire nelle ore più fresche della giornata, vengono assimilati immediatamente dalle piante e se quantitativamente corretti non permangono nel terreno.

Se si usa fertilizzante in polvere inoltre è buona prassi scioglierla in un piccolo quantitativo di acqua per poi aggiungere l’acqua restante; un consiglio utile è quello di utilizzare acqua tiepida per facilitare il lavoro.

Irrigazione localizzata e fertirrigazione organica: un duo vincente

Essendo l’acqua sempre meno disponibile, il suo consumo deve essere commisurato e controllato. Attraverso l’irrigazione a goccia, ottimizziamo l’utilizzo di questa risorsa e rendiamo possibile un controllo meticoloso del nutrimento elargito sulla nostra coltura.

La fertirrigazione, se utilizzata con altre tecniche irrigue come l’aspersione può provocare malattie fungine e batteriche oltre a creare una crosta superficiale sul terreno la quale potrebbe comportare delle difficoltà nella crescita delle piantine come asfissia radicale e scarsità di ossigeno.

La fertirrigazione, abbinata all’irrigazione a goccia risulta apportare notevoli benefici agli agricoltori biologici evitandogli problematiche di resa e fertilità del terreno sul quale spesso non hanno potere.

Un buon impianto di irrigazione, come già anticipato in partenza, insieme a concimi organici approvati per la coltivazione biologica permette di ottenere il massimo dei risultati, escludendo occlusione e problematiche varie.

Valducci si impegna da decenni ad offrire alla sua clientela i migliori strumenti irrigui per migliorare la vita degli agricoltori.

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