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Fragola, storie e luoghi del cultivar

La pianta delle fragole è una pianta perenne di origine europea e appartiene alla famiglia delle Rosaceae; è spontanea nei sottoboschi italiani. La fragola, frutto antico già conosciuto ai tempi dei romani, è caratterizzato da un ottimo profumo e da un sapore dolce. Ne esistono sia tipologie coltivate che selvatiche, i suoi frutti sono raccolti dopo circa 8 mesi dalla messa a dimora.

Il principale produttore di fragole è la Cina con circa 3.8 milioni di tonnellate [dati Faostat 2020], seguita da Stati Uniti, Messico, Spagna, Polonia, Giappone, Italia (13°), Russia e Corea. Tra i principali esportatori europei troviamo Spagna, Paesi Bassi e Belgio; l’Italia si attesta intorno al nono posto per export. Le fragole fresche sono esportate per lo più da Spagna e Italia, soprattutto in primavera e a inizio estate.

La fragola in Italia, dopo un periodo di difficoltà è in ripresa grazie ad un miglioramento varietale ed alla messa a punto di tecniche produttive che consentono una produzione più ampia. La metà della superficie utilizzata per la fragolicoltura si trova in Basilicata e Campania, dove si coltiva maggiormente in campo aperto; al nord viene preferita la coltura protetta in serra. Costi di produzione elevati (soprattutto al Nord), sovrapposizione delle produzioni e difficoltà legate alla logistica oltre ad una concorrenza estera basata soprattutto sul prezzo (Spagna in primis) limitano le possibilità di espansione del settore in Italia.

Il consumo di fragole (che rappresenta il 2% degli acquisti annuali in frutta degli italiani) è legato alla stagione primaverile mentre si riduce gli altri mesi dell’anno. Gennaio e febbraio si iniziano le coltivazioni precoci in serra al sud per raccolte primaverili, al centro si fanno raccolte nel mese di maggio mentre al nord in agosto e settembre.

Fragole, come coltivarle

Occorre sapere che esistono diverse varietà di fragole tra cui:

  • Fragole unifere, dal raccolto abbondante ma limitato nel tempo (2/3 settimane in primavera tra maggio e giugno);
  • Fragole rifiorenti, dalla fioritura prolungata nel tempo ma con scarse quantità.
  • Fragole foto-indifferenti (day-neutral), che crescono indipendentemente dalla luce presente, hanno infatti bisogno solamente di una temperatura mite tra luglio, agosto e settembre.

La fragola necessita di esposizione in pieno sole e di un terreno sabbioso, fresco, limoso e ricco di sostanza organiche con un Ph variabile tra 5.5 e 6.5; in ogni caso la pianta riesce a crescere anche in altri tipi di terreno, l’importante è che ci sia un buon drenaggio. La fragola in sé, è un falso frutto in quanto i veri frutti sono i semini di cui è cosparsa la superficie.

Le piante di fragola hanno bisogno di tantissima acqua nella fase vegetativa, durante lo sviluppo dei fiori e con frutti maturi. Per ottenere un ottimo raccolto è anche consigliato coprire con pacciamatura (di almeno 4cm) le piante per proteggerle durante la stagione fredda.

Una gestione irrigua corretta assicura ottimi risultati sul nostro fragoleto in quanto irrigazioni mal gestite o eccessive determinano effetti negativi sul frutto con rilevante perdita di produttività. La fragola è particolarmente sensibile a stress idrici in quanto la limitata profondità dell’apparato radicale ne limita la capacità di estrazione dell’acqua dal suolo riducendo le rese anche del 25%.

Vari sistemi irrigui vengono utilizzati nei fragoleti come irrigazione per aspersione, con spruzzatori, etc ma l’irrigazione a goccia risulta essere è sicuramente quello più adatto. Scopriamo perché.

La microirrigazione si presta nel migliore dei modi a soddisfare le esigenze della pianta erogando acqua a bassa pressione, con alta frequenza e piccoli volumi distribuendola vicino alle radici delle piante. Questo metodo permette di massimizzare l’efficienza di utilizzo raggiungendo fino ad un 95%.

L’irrigazione a goccia della fragola con pacciamatura richiede manichette gocciolanti con erogatori ogni 20-30cm e considerando la limitata profondità delle radici la portata ideale è di 0.7-1 l/h per ogni punto goccia.

La scelta dell’ala gocciolante deve ricadere su materiali di qualità affinché ci sia un’erogazione omogenea altrimenti si ridurrà la resa complessiva del fragoleto oltre al rischio di creare un elevata concentrazione di fertilizzanti in alcuni punti elevando la salinità del terreno non amata dalla fragola. È altresì importante una corretta filtrazione delle acque e la lunghezza dell’ala che potrebbe determinare ineguaglianze di distribuzione (lunghezza consigliata 140m).

Valducci si impegna a offrire ai propri clienti un prodotto di qualità, con erogazione omogenea affinchè la resa del raccolto sia efficentata, riducendo sprechi e costi inutili.

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