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Piante officinali, tipologie e caratteristiche

Le piante officinali, sono oggigiorno un mercato in continua crescita grazie all’interesse sempre crescente della popolazione verso una vita sana ed una dieta equilibrata. In Italia, la domanda degli ultimi anni è stata coperta per il 70% da importazioni estere.

Le piante officinali, trovate in natura insieme a molteplici altri rimedi naturali, hanno un particolare contenuto di principi attivi e vengono impiegate a scopo terapeutico; nel 1931 la legge italiana ha definito le piante “officinali” come piante con proprietà curative o preventive che venivano utilizzate sin nelle antiche officine botaniche dei mastri speziali, al fine di sviluppare rimedi vari per i malanni. La medicina antica era strettamente legata alla botanica, per questo le officinali vengono dette anche “medicali” e così le definisce l’OMS:

“Si considera pianta medicinale ogni vegetale che contenga, in uno o più dei suoi organi, sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o preventivi, o che sono precursori di emisintesi chemio-farmaceutiche.”

Dal punto di vista agronomico, ci sono tantissime piante officinali ma non un vero e proprio elenco. Esse si classificano in:

  • Piante aromatiche, ha solamente attività gustative e odorose e vengono utilizzate maggiormente per uso culinario e non curativo;
  • Piante medicinali, il principio attivo presenta delle caratteristiche terapeutiche;
  • Piante d’essenza, per l’estrazione di oli essenziali a scopi erboristici

Qui solo alcune delle piante, considerate officinali e aromatiche:

–          Aglio orsino

–          Alloro

–          Aloe vera

–          Aneto

–          Basilico

–          Borragine

–          Camomilla

–          Coriandolo

–          Curcuma

–          Cumino

–          Dragoncello

–          Ginepro

–          Lavanda

–          Limone

–          Liquirizia

–          Melissa

–          Menta

–          Olivo

–          Origano

–          Ortica

–          Rosmarino

–          Salvia

–          Zafferano

–          E molte altre….

Queste piante possono facilmente essere coltivate ma ognuna (a seconda della specie) richiede delle attenzioni particolari ed ha una diversa potenzialità commerciale. La strategia migliore sarebbe affiancare a piante tradizionali, quelle di nicchia e poco conosciute con un margine più elevato.

In Europa 36.000 aziende agricole coltivano piante officinali, prime fra tutti Bulgaria e Germania; in Italia le aziende sono circa 3000, un settore sicuramente in sviluppo con circa 300 tipologie di piante officinali coltivate, di cui solamente il 25% viene raccolto in natura.

Come coltivare piante officinali e aromatiche

Per coltivare piante officinali e aromatiche in maniera redditizia, queste vanno piantate nel proprio territorio di origine affinché ci sia un uso limitato uso di tecnologie e quindi di spese accessorie per colmare condizioni ambientali inadatte.

Ogni pianta ha i suoi terreni più idonei che dovranno essere lavorati prima della messa in dimora delle piantine. Nella coltivazione il periodo più importante è il periodo di raccolta che deve corrispondere ad un determinato “tempo balsamico” cioè il periodo in cui i principi attivi sono elevati nella pianta.

Gli step di produzione delle officinali (e aromatiche) sono:

  • Produzione agricola e prima lavorazione (selezione, lavaggio e essicazione);
  • Trasformazione secondaria (taglio e selezione);
  • Trasformazione finale (prodotto finito).

Le piante medicinali (e spontanee) non vengono coltivate ma è fondamentale riconoscerle per evitare di sbagliare e quindi non selezionare piante velenose.

Coltivazione delle piante officinali e aromatiche con irrigazione a goccia

Per l’irrigazione di piante officinali e aromatiche, la prima cosa da fare è evitare di bagnare le foglie in modo che si limiti lo sviluppo di malattie ed eventuali danni. La quantità di acqua deve essere elevata affinché essa penetri nel terreno per lasciarlo umido a lungo ma è consigliato evitare ristagni per non creare marciume. Considerati questi aspetti, l’irrigazione a goccia viene così considerata la più adatta a queste colture.

Vediamo insieme alcuni esempi nello specifico.

Il basilico: pianta aromatica mediterranea

Al contrario di altre piante officinali e aromatiche che non richiedono molte premure, il basilico necessita innaffiature frequenti in quanto non ama la siccità ma nemmeno i ristagni quindi meglio bagnare poco e spesso. Questo diventa fattibile grazie ad una corretta installazione dell’impianto irriguo.

Il sedano: ortaggio officinale degli antichi greci

Il sedano predilige terreni ricchi di sostanze organiche e vuole che questo, sia costantemente umido ma senza ristagni. Viene seminato in vaso tra febbraio e marzo e viene trapiantato (quando la piantina raggiunge i 4-5 cm) da maggio a fine luglio.

Il sesto di impianto consigliato è 35x35cm per far sviluppare correttamente le piantine. Come già detto il sedano ama l’acqua quindi richiede di essere irrigato ogni 2-3 giorni. Con un impianto irriguo a goccia, si evitano inutili ristagni oltre ad ottenere un efficientamento delle risorse a disposizione.

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L’irrigazione a goccia, risponde alle diverse esigenze di questa famiglia di piante facendo risparmiare acqua e diminuendo gli sprechi dovuti ad un corretto utilizzo delle risorse a nostra disposizione. L’irrigazione è consigliata al mattino o alla sera tardi soprattutto quando durante il giorno ci sono temperature elevate. Quando la temperatura supera 25-26°, le piante necessitano acqua tutti i giorni.

Le piante aromatiche in genere amano luoghi soleggiati ed è consigliato non esporle alle zone più fredde e ventose ma non tutte si comportano allo stesso modo, ad esempio la salvia quale pianta aromatica perenne resiste anche a climi nevosi, ha solo bisogno di un luogo riparato.

Non tutte le piante officinali richiedono acqua, anzi alcune come l’origano amano i terreni aridi quindi è bene ricordarsi che ogni pianta si comporta diversamente.

L’utilizzo dell’irrigazione a goccia, quando la pianta richiede un’umidità costante è consigliato in quanto ci permette di gestire le nostre risorse irrigue in maniera intelligente e rispetto alle esigenze della pianta stessa.

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